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LUCA
CRETI, TOMMASO
DORE Attilio
Lapadula appartiene alla generazione dei nostri padri, a quella generazione
che aveva poco più di vent’anni quando si progettava l’E’42
e poco meno di trenta quando, finita la guerra, si affacciò alla
professione in quella Roma fertile e stracciona, vitale e gaglioffa, opulenta
e disperata che oggi, dopo più di mezzo secolo, ci riappare nell’alone
e nella lontananza mitica di un tempo magico e straordinario. |